La mia posizione, sullo sviluppo turistico, dal 2004-“Mai sostenuta l’idea di polo sciistico”

Titoli e argomenti

5 Gennaio 2004 – LA SICILIA –

Nunzio Saitta, Etna: sentire gli interessati

“Il rischio di uno sviluppo indiscriminato di un turismo che non ci appartiene è dietro l’angolo”

«Sicuramente il fatto che si sia aperto un dibattito sull’ipotesi del c.d. “terzo polo turistico” sull’Etna non può che essere costruttivo. Innanzitutto, credo che sarebbe opportuno interpellare e organizzare incontri con i “portatori di interesse” del territorio per evitare gli errori fatti nel passato. Il documento firmato da docenti universitari, anche se forse non corretto nella forma, pone l’attenzione su una questione, che vi assicuro, anche noi abitanti ci poniamo. In un momento in cui si parla di “sviluppo sostenibile” basato sul coinvolgimento delle comunità locali al fine di perseguire una crescita economica e sociale attuata dal basso, capace di esaltare le specificità locali, l’immaginare impianti sciistici, strade asfaltate, traffico indiscriminato anche sul nostro versante (come si diceva nei precedenti interventi: tra i pochi luoghi rimasti di “natura incontaminata”) fa un pò paura. Il rischio di uno sviluppo indiscriminato di un turismo che non ci appartiene è dietro l’angolo.
Ciò che mi piacerebbe vedere è l’utilizzo del Parco, con le sue specificità che lo rendono unico, come una risorsa necessaria per il nostro sviluppo. Indubbiamente nel passato siamo stati pochi considerati dalle istituzioni: poco o niente, ad esempio, viene realizzato dalla Provincia regionale nel nostro versante, né opere né eventi di richiamo nazionale in grado d i “sponsorizzare” i nostri luoghi, usi, costumi e prodotti. L’Apt più vicina è quella di Nicolosi: pochi chilometri ma “interessi” non convergenti.

Fino a quando tutti gli attori coinvolti (istituzioni, imprese, docenti universitari, cittadini) non useremo come parola d’ordine concertazione, programmazione negoziata, cooperazione e non saremo in grado di “sfruttare” tutto il vulcano come un marchio unico che identifichi sia i prodotti che il territorio come una destinazione di qualità, rischiamo di rimanere nello stato della solita “guerra tra poveri”. Peraltro, questo è il percorso obbligato per arrivare a instaurare quei “sistemi turistici locali” che sono previsti anche dalla nuova legge quadro nazionale sul turismo (Legge 135/01) e che ancora la nostra regione non ha recepito. Nel ringraziare la redazione de “La Sicilia” per l’ospitalità auguro a tutti buon 2004 e che sia l’anno della Sicilia!» (Nunzio Saitta)

Questi la mia tesi espressa alla fine del MAster in Sviluppo Turistico Sostenibile: https://www.nunziosaitta.it/download/##9-8-file-personali

LA SICILIA – 13 marzo 2021

“Un cambio di passo è necessario. – prosegue il consigliere Nunzio Saitta – Fino ad oggi l’Etna ha rappresentato vincoli e tutela, che comunque hanno permesso di salvaguardare lo splendido paesaggio che ci riempie la vista. Bisogna quindi pensare ad un progetto in grado di garantire tutela e sviluppo economico contemporaneamente. Non dimentichiamo infatti – continua – che l’Etna è un vulcano, ed in questi giorni ce ne accorgiamo. Ma è anche questo che ne fa un brand di valore mondiale. Occorre – continua – provare ad offrire dei servizi che sappiano valorizzare le attività commerciali e ricettive, all’interno di un progetto che sappia far gustare il territorio in maniera sostenibile. La strada intrapresa – conclude – è quella giusta”